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L’ultimo appuntamento della kermesse “Esperienze Borboniche”, che si è svolto il giorno 30 maggio presso l’Archivio Storico (ristorante e premium bar ubicato a Napoli, in via Scarlatti 30) è stato dedicato all’”Estate dei Borbone”.
Lo scopo della kermesse - incentrata sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti - è raccontare attraverso quattro eventi serali agli ospiti dell’Archivio le curiosità inerenti una delle dinastie più importanti che hanno regnato in Italia, ovvero i Borbone: l’argomento del primo appuntamento è stato l’amore al tempo del Regno delle Due Sicilie, con il conseguente racconto delle coppie più belle che hanno caratterizzato il regno; il tema che ha animato il secondo appuntamento è consistito nel racconto delle regine appartenenti alla dinastia che hanno fatto la storia di Napoli; il terzo appuntamento è stato infine incentrato sui primati del Regno.IMG 20190601 133310

Il quarto appuntamento sarà dedicato alle residenze estive dei Borbone, le location ove re e regine amavano trascorrere il periodo estivo e dedicarsi al loro passatempo preferiti. A tali racconti sono stati abbinati dei piatti che lo chef stellatoPasquale Palamaro ha studiato perché le ricette oppure gli ingredienti alla loro base sono connessi a tali residenze, ovvero: “Il Falconiere” (spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine); “Un calamaro per una Genovese” (spaghetto mantecato con genovese di calamaro); Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli; “Alì Babbà” (babà al rum e crema al cardamomo). Le quattro residenze ad essi accostate sono: la Reggia di Quisisana, il Palazzo Reale di Ischia, la Reggia di Caserta e la Reggia di Portici. Un’anticipazione del nuovo menù del ristorante, composto da piatti che traggono ispirazione dalle attività estive di re e regine della dinastia.

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A tali piatti durante la serata sono stati abbinati tre vini prodotti nei Campi Flegrei (territorio molto apprezzato dai Borbone per le delizie che offriva ed offre ancor’oggi), prodotti dall’azienda Carputo che sono stati introdotti daTommaso Luongo dell’AIS Napoli: “Lapilli”, una Falanghina extra dry metodo charmant; una Falanghina Campi Flegrei D.O.P.; e un Piedirosso Campi Flegrei D.O.P. Infine, Salvatore D’Anna – bar manager dell’Archivio – ha presentato un nuovo cocktail: un “Negroni all’aria di mare”, una rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana. Lo stile della ricetta resta intatto: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter. La particolarità è che è bianco, diversamente dal canonico rosso. Il drink viene servito colmato da “aria di mare”…IMG 20190601 132520

L’Estate dei Borbone

30 maggio 2019

MENU

· IL FALCONIERE - Spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine

· UN CALAMARO PER UNA GENOVESE - Spaghetto mantecato con genovese di calamaro

· Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli

· ALI BABBA’- Babà al rum e crema al cardamomoIMG 20190601 132351

VINI DELL’AZIENDA CARPUTO

NEGRONI ALL’ARIA MEDITERRANEA: una rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana. Lo stile della ricetta resta intatto: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter. La particolarità è che è bianco, diversamente dal canonico rosso. Nel corso della cena sarà servito colmato da “aria di mare”…

Reggia di Quisisana

O Casino di Quisisana, così era chiamato il palazzo, considerato come il sito reale più antico del regno. Nel 1758, sotto Ferdinando IV, fu soggetto a lavori di restauro ed ampliamento: tutti i corpi di fabbrica vennero uniti in un'unica grossa struttura che assunse la forma di una "L". Con Ferdinando II gli venne data un'impostazione tipicamente anglosassone e fu creato un grande terrazzo da dove si narra che il re si dilettasse nella caccia alle quaglie, cui sparava. Fu questo il massimo periodo di splendore della reggia che raggiunse i 49.000 metri quadrati di struttura abitabile, su due livelli, disponendo di circa cento stanze, due terrazze e una cappella. Dopo la sistemazione del palazzo si passò anche a quella del giardino, che assunse una fisionomia tipicamente all'italiana, dove vennero costruite quattro fontane, chiamate Fontane del Re, sedili in marmo, statue e belvedere, e nelle vicinanze del palazzo furono create una casa colonica, una chiesa, una masseria, una torre, una cereria, diverse scuderie e gli alloggi per il personale. Fu proprio per la presenza della reggia che Castellammare di Stabia divenne una tappa obbligata del Grand Tour, ed al suo interno il re organizzava spesso delle feste aperte anche alla cittadinanza.

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Palazzo reale di Ischia
Immensa villa privata situata nell’antico Lago del bagno, di proprietà del medico Francesco Buonocore. La villa era talmente bella e maestosa che ben presto divenne residenza estiva dei Borbone: difatti un tempo fu abitata da Ferdinando II di Borbone che trasformò il lago di origine vulcanica nel porto d’Ischia. Particolari e variopinti sono i giardini della villa da cui è possibile ammirare diverse posizioni panoramiche del porto di Procida o della costa napoletana.IMG 20190530 235821 wm

Reggia di Caserta
A Caserta i Borbone decisero di edificare la propria residenza estiva, per trascorrervi i periodi di vacanza ma soprattutto per esaltare la propria grandezza con una costruzione maestosa e imponente.

Reggia di Portici (edificio capostipite delle ville vesuviane)
La Reggia di Portici fu edificata fra il 1738 ed il 1742 per volere di Carlo III di Borbone e della moglie Amalia di Sassonia. Pensato come dimora estiva della Corte, il Palazzo divenne col tempo residenza reale e sede del Museo Ercolanense, voluto da Re Carlo per raccogliere gli oggetti trovati ad Ercolano

 

Foto: Sonia Brandolone Fotografa

 

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